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PROPOSTA DI UNA INIZIATIVA A TUTELA DELLE SACRE SPECIE EUCARISTICHE
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ATTUAZIONE DELLA CONFEDERAZIONE DEL CORPO DI CRISTO
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Attuazione della Confederazione del Corpo di Cristo

Se si realizza la Confederazione del Corpo di Cristo si otterrà un giovamento consistente del problema a livello universale. Infatti in quasi tutti gli Stati la concessione dell’Eucarestia sulla mano è una disposizione che è in vigore da anni, ma né in Cina, né in USA, né in altri Stati, si prendono dei provvedimenti come quelli dell’iniziativa di cui si auspica l’attuazione, provvedimenti che qui in Italia qualche Realtà cattolica ha già cominciato in parte a mettere in pratica, a titolo personale. In Italia infatti accanto a un sacerdote che distribuisce la Sacra Particola vi è talora qualcuno che verifica che la stessa venga deglutita, ma queste iniziative sono pochissime, e qualche volta compiute con una certa superficialità. Si è pure constatato che il controllo effettuato da sola persona non è sufficiente. Bisogna istituzionalizzare la Confederazione del Corpo di Cristo. Affinché si traduca in pratica, è necessario che una Conferenza Episcopale, di un qualsiasi Stato, invii la richiesta di attuazione della CCC alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

I “passaggi” da effettuarsi sono questi:
1) occorre che in una Diocesi di un qualsiasi Stato si promuova, tra le Associazioni cattoliche che vogliono aderire all’iniziativa, la ricerca di tante firme. Le firme devono poi essere portate al Vicariato della Diocesi, e presentate al Vescovo; 2) al Vicariato della Diocesi va chiesto che mandi alla Conferenza Episcopale di quello Stato le firme che domandano la realizzazione dell’iniziativa; 3) la Conferenza Episcopale di quello Stato deve poi mandare alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti la domanda di attuazione della Confederazione del Corpo di Cristo. Se non si trovano parecchie firme, nessuna Conferenza Episcopale farà questo. Occorre seguire da vicino, cioè con pazienza, costanza, e all’uopo sollecitando gli Organi competenti, l’iniziativa “de qua”. La diligenza nell’operare il bene e la somma attenzione nel fornire aiuto concreto sono condizioni basilari per l’edificazione del regno di Dio in terra.

In relazione alla raccolta di firme, è opportuno tenere presente: 1) la Confederazione del Corpo di Cristo non può essere l’iniziativa di un Movimento o di una Associazione, perché se le firme sono cercate solamente da un Movimento diventa l’iniziativa di quel Movimento: le firme saranno poche, e anche se fossero tante la valenza della proposta sarebbe limitata, non rappresentando un singolo Movimento o una singola associazione diverse realtà ecclesiastiche. Detto diversamente: le firme avrebbero poco “peso”, limitato spessore di pressione; 2) per caldeggiare l’iniziativa hanno una certa valenza le firme dei sacerdoti, dei frati e delle suore, perciò sarebbe opportuno provare a chiedergliela; 3) è comunque importante che sia l’iniziativa di diverse Realtà cattoliche. Deve essere effettuata una azione capillare presso amici e conoscenti di una Diocesi (non presso una singola parrocchia), non coinvolgendo il parroco, che può non volersi esporre in questa cosa o anche non condividerla. I parroci possono avere timore di assumersi delle responsabilità, agli occhi del Vescovo, oppure possono temere un surplus di lavoro.

Se si riesce a far adottare la Confederazione del Corpo di Cristo, diventerà operativa in tutto il mondo, perché il fenomeno degli oltraggi all’Ostia consacrata sono presenti ovunque. Pertanto, con questa coscienza, non bisogna né spaventarsi per gli imprevisti né deprimersi se si tarda a realizzare l’iniziativa.

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